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La tentata strage di Modena ad opera di un islamico

C’è tutto un affrettarsi da parte della sinistra italiana, quella che non ragiona, nell’esprimere solidarietà per i fatti di Modena. Invece di cospargersi il capo di cenere per la loro politica delle frontiere aperte indiscriminatamente, invece di ammettere di essere corresponsabili di una politica scellerata ostacolando le espulsioni, danno degli sciacalli e avvoltoi a chi, viceversa, il problema lo ha inquadrato nel giusto modo. Non certo lisciando il pelo agli Imam che fanno lezioni nei nostri istituti cercando di indottrinare i nostri giovani. Non certo legittimando e favorendo costruzioni di moschee. Perché l’attentatore Salim El Koudri dopo aver inneggiato contro i cristiani su Facebook, aveva frequentato la moschea del posto, probabilmente successivamente si era radicalizzato e quindi premeditato la tentata strage di Sabato, mettendosi in tasca anche un coltello per ogni evenienza. Perché uno così dimostra che non possiamo fidarci dell’Islam e di tutte le generazioni , poichè diventano italiani formalmente, burocraticamente, ma il cuore resta islamico. Vorrebbero farlo passare come un caso psichiatrico, ma lo stile dell’attentato è in linea con le modalità stragiste già messe in atto dagli islamici a Nizza, a Londra, a Berlino: lanciare un auto a all’impazzata e fare più morti possibili. Il problema è l’islamizzazione dell’Italia e dell’Europa per cui la politica delle frontiere aperte è un fallimento totale di cui la sinistra è la maggior responsabile. Una politica che non si trattiene neppure a candidarli scrivendo manifesti elettorali in lingue arabe incomprensibili. Cosa si può dire di fronte agli stupri, alla criminalità, al disprezzo per i nostri costumi e tradizioni, alla paura degli italiani nell’uscire la sera? Quante Modena dovranno ripetersi per capire finalmente che dobbiamo liberarci dei nemici della nostra cultura, tradizioni e leggi?

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