Riflessione sul possibile accordo raggiunto Israele-Hamas e sulle ambiguita’ della sinistra pseudo pacifista
Accogliamo positivamente la notizia dell’accordo tra Hamas ed Israele su iniziativa di Trump e mediazione dell’Egitto e del Qatar, auguriamoci che si possa giungere veramente ad una “Pace” permanente e non ad un cessate il fuoco a tempo determinato.
A differenza della sinistra radicale e dei partiti di opposizione, per noi Socialisti Craxiani Liberali e Riformisti NPSI non ha importanzache si tratti di una pace mediata da Trump, l’importante è il risultato raggiunto: far cessare i cannoni della guerra e mettere fine alle violenze, ai massacri e ad ogni forma di fanatismo o fondamentalismo per dare spazio alla civile convivenza tra due popoli.
Ci riallacciamo al principio del “Due popoli e Due Nazioni” che animò l’azione diplomatica del governo Socialista di Bettino Craxi che alla soluzione pacifica della “Questione palestinese” dedicò parte della sua vita politica da segretario del Psi, da presidente del consiglio e poi da collaboratore del Segretario Generale dell’ONU per le questioni delle politiche medio-orientali e dei paesi africani.
Auguriamoci che non prevalgano mai più, lungo la strada del processo di trattativa verso la Pace, le frange estremiste e fondamentaliste interne in ambedue le parti in causa che nel passato come in quello più recente sono stati di ostacolo e causa dell’inasprimento del conflitto fino all’attuale situazione drammatica.
Vogliamo inoltre ribadire che pur restando critici verso le politiche del governo Nethanyau nella sua linea eccessivamente dura contro il popolo palestinese nella striscia di Gaza, non abbiamo mai accettato il clima che si è respirato in questi mese fino a qualche giorno fa di “caccia all’ebreo”. Difendere la causa palestinese (e noi la peroriamo sin dai tempi del compianto Psi) non vuol certo dare adito o sponda a “giustificare il ricorso alla violenza” contro tutti i cittadini israeliani.
Vogliamo altresì evidenziare l’ipocrisia di una sinistra che si è servita delle manifestazioni e delle proteste pro Palestina per usarle in chiave anti Meloni e per poter avere argomentazioni per contestare il governo.
Una causa giusta che in passato aveva visto le posizioni di autorevoli personalità politiche della Prima Repubblica come Moro, Craxi, Andreotti e, lo vogliamo ricordare con il doveroso rispetto che merita, anche di Enrico Berlinguer segretario del Pci, con questa sinistra radicale è diventata soltanto materia di speculazione elettorale per i partiti e per il sindacato. Hanno trasformato un disperato grido di battaglia per la libertà di un popolo in un brand radical chic che fa tendenza. Ma dei palestinesi non è mai importato nulla.
Dove stavano le Flottiglie, i Landini, i Fratojanni, i Bonelli, le Schlein e i “sinistri” tutti, quando i loro governi di centrosinistra appoggiavano Israele che bombardava i civili palestinesi inermi oppure quando sostenevano la Casa Bianca e la NATO che bombardavano Belgrado, non si videro mai nelle pubbliche piazze, né dentro il parlamento a contestare quei presidenti del consiglio (Massimo d’Alema) e i ministri della difesa (Sergio Mattarella)?
Sarà che quando la Sinistra è al governo le vada bene la politica imperialista americana e la pulizia etnica di Israele a Gaza? E quando è poi opposizione riscopre, tutto ad un tratto, i massacri e le guerre di matrice neocoloniale?
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