Immaginaria riflessione di Bettino Craxi in merito alla riforma sulla giustizia Nordio
Forse avrebbe pensato e detto questo? molto probabilmente….si
«Finalmente, dopo tanti anni, qualcuno ha avuto il coraggio di mettere mano a una delle questioni più delicate e decisive per la nostra democrazia: la giustizia.
Quando, negli anni Novanta, denunciavo lo squilibrio dei poteri e l’uso politico dell’azione penale, venivo accusato di voler “delegittimare la magistratura”. In realtà chiedevo solo ciò che oggi viene discusso come una riforma di civiltà: la distinzione netta tra chi accusa e chi giudica.
La separazione delle carriere non è un colpo all’indipendenza dei magistrati, ma un modo per rafforzarla: per evitare che lo stesso corpo di potere eserciti contemporaneamente il ruolo di parte e di giudice.
Il sorteggio dei membri del CSM? Un rimedio imperfetto, ma necessario, se serve a spezzare le catene delle correnti e delle lottizzazioni, che hanno trasformato l’autogoverno della magistratura in un sistema autoreferenziale e chiuso.
Certo, ogni riforma della giustizia deve rispettare le garanzie costituzionali, ma deve anche difendere i cittadini — e non solo i magistrati — dagli abusi e dalle distorsioni del potere giudiziario.
Se queste riforme serviranno a restituire equilibrio tra i poteri dello Stato, allora vorrà dire che qualcosa, dopo trent’anni, è cambiato. Forse troppo tardi per alcuni, ma non per la democrazia italiana.»
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